Dottor Marco GRASSI

Medico Chirurgo

specialista in Ostetricia e Ginecologia

Menopausa: come cambia il desiderio sessuale?

2026-02-23 00:35

Marco

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Menopausa: come cambia il desiderio sessuale?

Le donne vivo spesso la menopausa come la fine della sessualità, ma in realtà segna una trasformazione del desiderio, che non scompare del tutto ma cambia forma

La menopausa può essere un momento di grande cambiamento nella vita di una donna, ma non deve rappresentare un ostacolo per una sessualità soddisfacente.

Le donne vivo spesso la menopausa come la fine della sessualità, ma in realtà segna una trasformazione del desiderio, che non scompare del tutto ma cambia forma, intensità e modalità di attivazione.

 

Menopausa: esattamente cosa succede alla donna?

Dal punto di vista biologico, la riduzione degli estrogeni e degli androgeni influisce su elasticità, lubrificazione, vascolarizzazione dei tessuti urogenitali, contribuisce a perdere l’ impermeabilità di membrana che limita l’insorgenza di sovrainfezioni, e genera una progressiva perdita di tono dei tessuti a livello di vulva e vagina, ma anche di pavimento pelvico. Ciò può determinare secchezza vaginale e/o dolore durante rapporti, vaginiti e cistiti postcoitali, fino a sviluppare incontinenza di varia entità e prolasso dei tessuti vaginali. Tutto ciò rientra nella cosiddetta “sindrome genitourinaria della menopausa” che colpisce l’85% delle donne in postmenopausa e il 40% delle donne in premenopausa. Quando il rapporto sessuale diventa fastidioso o doloroso, il desiderio, per meccanismo difensivo, tende fisiologicamente a scemare.

Tutti questi fattori concorrono allo sviluppo delle disfunzioni sessuali femminili (FSD), molto più frequenti in peri-menopausa e dopo la menopausa.

Le FSD comprendono uno o più disturbi persistenti che generano disagio personale e/o relazionale. Spesso si presentano in combinazione, rafforzandosi a vicenda.

 

Come si manifestano i disturbi del desiderio sessuale?

Sono più comuni nella fase della menopausa e post - menopausa, si manifestano come riduzione o assenza della libido, perdita di vitalità e minore interesse per i momenti di intimità. La carenza estrogenica incide negativamente sui caratteri sessuali secondari e sulla percezione biologica di femminilità, mentre la carenza di androgeni può determinare perdita di desiderio, scarsa assertività e riduzione della massa muscolare.

È importante però sottolineare che gli ormoni sessuali sono necessari per il desiderio ma non sufficienti: poiché non garantiscono da soli una vita sessuale soddisfacente ma è il contesto emotivo-relazionale che resta determinante e fa la differenza.

 

Quali sono i trattamenti per i disturbi del desiderio?

La TOS (terapia ormonale sostitutiva sistemica) può essere indicata, con estrogeni da soli o in combinazione con progesterone nelle donne con utero. In casi selezionati, il testosterone transdermico può migliorare significativamente desiderio ed energia vitale. La TOS può essere una valida opzione per trattare e ridurre i disturbi  della menopausa, però è importante ricordare che non è adatta a tutte le donne poiché non priva di rischi e controindicazioni.

Utili anche lubrificanti e creme vaginali, che possono favorire la riduzione del dolore durante i rapporti sessuali; gli esercizi di Kegel sono indicati per rafforzare i muscoli pelvici e migliorare la funzione sessuale, i trattamenti ambulatoriali che, grazie a innovative tecnologie, consentono di migliorare la funzione sessuale attraverso un’azione specifica sul trofismo (il tono) vulvare e la lubrificazione.

La scelta dei trattamenti per risolvere i disturbi del desiderio sessuale, la secchezza vaginale e l’atrofia vulvo-vaginale dipendono dalla valutazione del problema durante la visita ginecologica.

L’approccio ai disturbi della sessualità in menopausa è multidisciplinare e coinvolge, in primis, il ginecologo, l’endocrinologo, il fisioterapista e ostetrica per trattamenti di riabilitazione, terapia e prevenzione dell’atrofia vulvo-vaginale, ma anche altri specialisti (urologo e nutrizionista) per gestire le comorbilità.

Può risultare utile anche l’affiancamento di un supporto psicosessuale che aiuti ad affrontare i fattori emotivi, relazionali e contestuali che influenzano la libido.

 

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La menopausa può essere un momento di grande cambiamento nella vita di una donna, ma non deve rappresentare un ostacolo per una sessualità soddisfacente.

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